Riportiamo un articolo di Nello Musumeci sulla prima assemblea catanese dopo l'elezione di Stancanelli del PdL
COMUNE DI CATANIA:SE IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO…
10 Ottobre 2008
di Nello Musumeci
Al Comune di Catania siamo ancora alla stagione degli annunci. Sono passati quattro mesi dal voto e il sindaco continua a parlare coniugando i verbi al futuro . “Dovevo dare priorità alla battaglia contro il dissesto”, continua a ripetere il primo cittadino, eletto -come si ricorderà- con poco più del 50 per cento degli elettori votanti.
Una giustificazione, la sua, che non giustifica nulla, perché il sindaco aveva il dovere di assumere subito iniziative finalizzate a dare un’impronta nuova e diversa alla propria gestione. E invece nulla. Dalla metà di giugno Stancanelli è rimasto ad aspettare che da Roma arrivasse il denaro che impedisse il dissesto finanziario.
Eppure alcune cose, nel frattempo, potevano essere fatte: disporre la rotazione dei dirigenti, per esempio; fare una ricognizione del personale dipendente, per fare un altro esempio. Oppure: aprire un confronto con i presidenti delle dieci Municipalità, per discutere della riduzione delle Circoscrizioni (oggi inutili e costose) e del loro potenziamento in termini di poteri di intervento.
Il sindaco non ha trovato, in questi primi quattro mesi, neppure il tempo di fare una capatina in Consiglio comunale per presentare la sua squadra degli assessori. Si badi bene: non una cortesia - sarebbe chiedere troppo - ma un obbligo di legge che entro dieci giorni dall’insediamento. E lo ha fatto dopo 100 giorni.
E nella confusione post-elettorale, il primo cittadino si è fatto persino fregare da un manipolo di dirigenti, che –a sua insaputa- hanno versato un milione di euro sui conti correnti dei colleghi, quale premio per l’attività svolta e gli obiettivi (?) raggiunti.
Insomma, come avvio non c’è male.
Una cosa è certa: ora che Berlusconi ha mandato 140 milioni di euro (pari a 280 miliardi delle vecchie lire), allontanando lo spettro del dissesto, al Comune di Catania non ci sono più alibi. Servono risposte concrete da parte della nuova amministrazione (”nuova” si fa per dire, essendo la continuità di quella passata almeno nei nomi di alcuni assessori), servono segnali di novità, improntati all’etica della responsabilità, al risparmio sui costi, al rispetto verso l’assemblea civica, alla efficienza e alla imparzialità.
Direte che chiediamo troppo! No. Chiediamo quello che Stancanelli ha promesso ai catanesi in campagna elettorale. E se il buon giorno si vede dal mattino, possiamo dire che i primi segnali non appaiono certo incoraggianti.